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Victorian Lover
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Sappiamo quel che siamo,
ma non quel che possiamo diventare.

"Come farò fra tanti
a distinguere il mio innamorato?
dal bordone, dai sandali,
o dal cappello di conchiglie ornato?
…È morto e se n'è andato,
…egli è morto ed è partito,
un sasso ai piedi ed il capo poggiato
sopra una zolla di terren fiorito.
Bianco come la neve il suo lenzuolo…
di fior tutto ammantato,
di lacrime d'amor non innaffiato".

C'è un salice che cresce di traverso
ad un ruscello e specchia le sue foglie
nella vitrea corrente; qui ella venne,
il capo adorno di strane ghirlande
di ranuncoli, ortiche, margherite
e di quei lunghi fiori color porpora
che i licenziosi poeti bucolici
designano con più corrivo nome
ma che le nostre ritrose fanciulle
chiaman "dita di morto"; ella lassù,
mentre si arrampicava per appendere
l'erboree sue ghirlande ai rami penduli,
un ramo, invidioso, s'è spezzato
e gli erbosi trofei ed ella stessa
sono caduti nel piangente fiume.
Le sue vesti, gonfiandosi sull'acqua,
l'han sostenuta per un poco a galla,
nel mentre ch'ella, come una sirena,
cantava spunti d'antiche canzoni,
come incosciente della sua sciagura
o come una creatura d'altro regno
e familiare con quell'elemento.
Ma non per molto, perché le sue vesti
appesantite dall'acqua assorbita,
trascinaron la misera dal letto
del suo canto ad una fangosa morte.

(W. Shakespeare, Amleto Atto IV)

Realizzazione:  Lucilla Bellini
Periodo:  Dicembre '07        reflex digitale Canon EOS


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